| swearing at motorists |
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review taken from thevibes.net
Avendo avuto da poco l'occasione di parlare dell'ultimo lavoro dei G.B.V., l'uscita dei Swearing At Motorists permette di continuare ad esplorare il fertile territorio del lo-fi targato Ohio. Nati dal sodalizio di Don Thrasher(sostituito qui da Joseph Swinski), batterista dei G.B.V. epoca Bee Thousands, e di Dave Doughman, tecnico del suono al servizio del Pollard solista,sono giunti con "This Flag Signals Goodbye" a quota tre album nel giro di un biennio.
Il risultato non è entusiasmante; le idee e gli accordi che riempiono questi 30 minuti di weak-rock non sorprendono, ma neanche annoiano. Certamente siamo lontani dalla creatività malaticcia sulla scia della tradizione dei conterranei G.B.V.. Vorrebbero probabilmente suonare come malinconiche cornici dei quadretti di una quotidianità che Doughman sente l'impellente bisogno di celebrare imbracciando la chitarra e intonando i suoi mini folky-blues: un romantico incontro presso un ascensore, un giro in bici alla ricerca della donna perduta, una sbronzetta di vino sul tetto di casa, i ricordi di una lei che non vogliono abbandonarlo.
Epifanie fugaci maturate in una normalità provinciale universale e sublimate in 14 compresse canzoni, votate ad un mesto, introverso, minimale lirismo. Pochi i momenti carichi, che sono anche i migliori del disco: i riffs grungy di Doors Are Closing, l'altalena elettroacustica di The Real Thing. Validi momenti di nostalgico abbandono: Drinking On The Roof (che vino bevono a Dayton?), Borrowed Red Bike (interessante il crescendo finale). Consigliatissima soundtrack di un viaggetto solipsistico sulla strada Groningen-Morgantown, al tramonto.
--Vito Camarretta & Ivan Capozza
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